educazione terra cane

Lo spunto per questo articolo è un episodio che mi è stato raccontato. I proprietari di giovane pastore tedesco si presentano al centro cinofilo preoccupati dall’atteggiamento del cane verso i propri simili. Il cane al guinzaglio drizza il pelo, abbaia e si scaglia in avanti quando vede un cane. Come risolvere il problema? Ed ecco lo spunto: al cane viene insegnato a sdraiarsi a comando, e viene quindi messo a terra insieme ad altri cani. Deve rimanere a terra mentre un altro cane gioca con la pallina. Se impara a obbedire in quella situazione, sarà sotto controllo anche nella vita quotidiana...

Cosa insegniamo ai cani

Per molti anni ho sentito ripetere che il terra è un esercizio di “sottomissione”. Il cane deve accettare la suprema supremazia del proprietario, mettersi giù quando richiesto proprio come fa un cucciolo quando si sottomette a un adulto, e rimanerci fino a quando non gli viene concesso di alzarsi. Mettersi a terra significa essere vulnerabili, e quindi più deboli di chi lo impone. E’ anche un esercizio di “controllo”, associata all’inibizione verso gli stimoli esterni: il cane deve rimanere a terra se ci allontaniamo, se vede qualcosa che lo attira, e deve rimanerci anche per diversi minuti. Se sommate sottomissione e controllo, non è difficile capire come viene insegnata di solito: il cane impara a sdraiarsi in qualche modo, e quando è a terra impara che alzarsi significa far arrabbiare - e molto - il proprietario e l’istruttore.

labrador aggressività

Un approccio differente

Torniamo all’esempio. Un giovane cane maschio reagisce con aggressività quando vede un altro cane. Gli viene insegnato a sdraiarsi, quindi gli viene imposto di rimanere a terra vicino a altri cani. Ma non solo. Deve rimanere a terra quando un altro cane si alza, e gioca con la pallina proprio davanti a lui. Quando ho sentito la storia, il mio primo pensiero è stato: come può un cane che non è in grado di comportarsi bene quando VEDE un altro cane, riuscire a sopportare una situazione così difficile?
Un cane di un anno è fisicamente e mentalmente in grado di stare a terra, anche in presenza di distrazioni. Ma quel cane non è in grado EMOTIVAMENTE di reggere la situazione. Non ha gli strumenti per riuscire a affrontarla e superarla. L’unico modo per farlo rimanere a terra, è mettere così tanta pressione da costringerlo a non reagire. Ma tutto questo, fa bene al cane? Lo aiuta a comportarsi meglio in futuro?

Lo stress: una colonna d’aria

Se la vediamo dal punto di vista del proprietario, è ovvio che l’obiettivo è avere un cane che non osa reagire agli altri cani, che è gestibile dal proprietario attraverso un comando e vari gradi di pressione. Ma... non appena il proprietario abbasserà la guardia, è molto probabile che la reazione del cane sia ancora più intensa, e il cane potrebbe manifestare comportamenti sgraditi in altre situazioni, anche in apparenza non collegate al problema iniziale. Immaginate una colonna di aria in un cilindro chiuso. Se applicate pressione, es. con uno stantuffo, l’aria oppone resistenza. Se ha uno sfogo, uscirà da lì. Inibite un cane al punto da costringerlo a rimanere a terra, e la pressione di quello stress troverà sfogo dove può (es. con un aumento dei comportamenti di predazione, o dei comportamenti di stress rivolti al proprietario, come saltargli addosso, mordergli le mani, tirare al guinzaglio...).

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Resta come competenze

Se io penso a un mio cane in quella situazione, penso a un cane che ha un livello avanzato di addestramento. Un cane che ha avuto tutto il tempo di imparare a andare a terra, a andare a terra in situazioni diverse, che ha la maturità fisica, mentale e emotiva per reggere una situazione così stressante senza perdere fiducia in se stesso e in me. Per me il resta è un comportamento che si insegna, non l’inibizione a fare altro. Insegno al cane a mantenere nel tempo un comportamento, quindi lo associo a un segnale. Insegno al cane a mantenere un comportamento in presenza di uno stimolo (es. la pallina o il cibo a terra). Il cane deve capire che la strada che porta a ciò che vuole non è alzarsi e servirsi, ma rimanere a terra e ascoltare le mie informazioni, fidarsi di me. Do al cane il tempo di crescere, ogni cane ha capacità e tempi differenti. L’educazione, l’addestramento sportivo, e di certo la riabilitazione hanno dei tempi fisiologici, dettati dalla capacità del cane di acquisire e fare propri gli strumenti che gli vengono forniti attraverso l’apprendimento e la relazione sociale.

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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