san bernardo

Negli ultimi anni si è parlato molto dell’importanza di socializzare il cucciolo, esporlo quindi a una serie di esperienze con persone, cani, e ambienti differenti. Anche nella soluzione di problemi comportamentali si tende a ripresentare al cane la stessa situazione che costituisce una difficoltà. Ma i risultati, sono positivi? Come e quando è corretto stimolare il cane?

Una malamute in autogrill

A febbraio 2009 ho accettato di far parte di un progetto sperimentale sull’apprendimento sociale, il “Do as I do”. Tra i miei cani ho scelto Akiak, la malamute. Ci siamo preparate duramente, e a giugno siamo in viaggio verso Pisa.
Ci fermiamo in un autogrill, ne approfitto per farla scendere. Ora, se avete un malamute saprete che è molto facile vedere i suoi stati emotivi: la coda è come una bandiera. La coda di Akiak in autogrill è decisamente giù. La cagna appare stranita. La guardo perplessa, che avrà visto?
Ci penso un po’ su, e realizzo che in due anni e mezzo di vita Akiak non ha mai visto un autogrill. Peggio. Non ha mai visto altro che casa sua (in mezzo ai bricchi), e il campo (in mezzo al nulla pure quello). Quando aveva più o meno 4 mesi ho provato a portarla in città, ma ululava disperata cercando di andare verso ogni umano che incrociava la nostra strada. Akiak ha visto molte persone, molti cani, ma le sue esperienze ambientali sono prossime allo zero. Ripartiamo, io con un po’ di sensi di colpa, Akiak che dorme ignara nel trasportino.
Nei prossimi giorni dovrà dormire in un agriturismo, passare il giorno in una Facoltà in pieno centro di Pisa... La morale della storia è che Akiak si è ambientata benissimo. Non solo: si è davvero divertita, comprese uscite notturne in Piazza dei Miracoli e bagno in mare all’una di notte!

cucciolo bassotto

Socializzare il cucciolo


Questa esperienza mi ha portata una volta di più a ragionare sulla moda della super stimolazione dei cuccioli, e su come viene interpretata la socializzazione. L’idea generale è: di più (stimoli) è meglio.
Io sono convinta che un cucciolo dovrebbe fare il cucciolo, e vivere una normale esperienza di vita di famiglia, ricevere una normale stimolazione. Questo fino a due mesi. A due mesi un cucciolo è indifeso, emotivamente delicato, ha bisogno di sentirsi tutelato, protetto, guidato. Un cucciolo confidente, può ambientarsi e adattarsi a molte situazioni differenti, ma un cucciolo insicuro dovrà essere molto più tutelato.
A volte è meglio aspettare che si senta più legato a noi, più forte e sicuro, prima di esporlo a certe esperienze. Quando la situazione è superiore alle sue capacità, il cucciolo tende a subire, e i danni di esperienze sbagliate si vedranno solo dopo la maturità sessuale (questo è uno dei motivi per cui i cani diventano “improvvisamente” aggressivi verso gli altri cani o verso le persone).
Nel caso di Akiak io avrei potuto ovviamente portarla in giro prima dei due anni e mezzo, ma grazie alla sua personalità non solo non c’è stato alcun danno, ma la cagna è riuscita a affrontare con grande serenità le nuove situazioni. Ogni cane è diverso, e la socializzazione dovrebbe essere un programma individuale, non una accozzaglia di esperienze.

jack russell terrier

Cani “deprivati” di famiglia


Se vi aspettate risposte chiare e semplici, temo di non essere la persona giusta... Fin qui il senso è che stimolare troppo, e soprattutto male, un cane può fare più male che bene. Ma è vero anche il contrario. I cuccioli vengono “socializzati”, ma chi si occupa della stimolazione dei cani adulti? So bene che esistono vari corsi di “attivazione mentale”, esiste l’agility, l’obedience, e così via.
Il problema però è più profondo. Per capirci, vi farò l’esempio del giardino. Chi ha un cane dovrebbe essere rassegnato ai sentieri segnati dal calpestamento, e pure a qualche buca. Ma chi mai ha pensato di inserire in giardino un’area giochi per cani? Tunnel e tane sotterranee, collinette, scale, passerelle, scivoli... Per qualche tempo in giardino abbiamo avuto due cataste di legno, ed era incredibile vedere quanto si divertivano a giocare, salire, scendere, dare la caccia alle lucertole... Un altro esempio valido sono le classi di comunicazione.
Non si tratta solo di situazioni nate per risolvere i problemi di socializzazione di alcuni cani. Sono anche una straordinaria opportunità per il cane di muoversi in un ambiente sociale molto ricco e imprevedibile. Cani diversi hanno esigenze diverse di stimolazione, ma la vita di ogni cane dovrebbe essere ricca di attività che gli permettono di esprimersi, di sviluppare la propria personalità e il rapporto con i compagni umani.

Cani problematici

 

L’ultimo pensiero che voglio condividere riguarda i cani con problemi comportamentali. Data l’importanza dell’argomento, lo tratterò in maniera più estesa in un prossimo articolo. Il pensiero riguarda la tendenza a esporre il cane allo stimolo che causa-scatena il problema. Se il cane ha paura delle persone, si fa di tutto per indurlo a avvicinarsi (es. adescandolo con del cibo).
Nella mia esperienza è spesso utile se non proprio necessario ridurre la stimolazione, sia per abbassare il generale livello di stress, sia per dare al cane la possibilità di imparare e scegliere una diversa strategia in quel contesto.

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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