addestramento cane

Una manciata di bocconi, un clicker, e il cane. Prendo un boccone, muovo la mano verso l’alto, il cane si siede. Sto lavorando in stimolo. O no?

Termini e contenuti

Il clicker ha rappresentato una rivoluzione nei metodi di insegnamento, e ha avuto un impatto notevole anche sulla terminologia fino allora in uso nel tradizionale mondo dell’addestramento. Nuove parole e concetti derivati dagli studi di psicologia animale, che permettevano di spiegare i processi e i procedimenti dell’apprendimento.
Ricordo con un certo divertimento il nostro entusiasmo nel vivere nella pratica del lavoro con i cani il significato di condizionamento classico, condizionamento operante, stimolo, tasso di rinforzo, picco di estinzione... Negli anni quei termini ci sono diventati sempre più stretti, insufficienti a spiegare la meravigliosa complessità della comunicazione cognitiva e emotiva tra uomo e cane.
C’è chi si è inventato un nuovo linguaggio, spesso una elaborata variazione sul tema originale e poco più, e chi ha rinunciato del tutto a descrivere e spiegare metodi e procedimenti, perdendo però così la capacità di individuare una struttura logica nel lavoro pratico. Io ho preferito continuare a usare gli stessi termini, consapevole dei limiti che mi impongono nella spiegazione dei fenomeni reali, ma allo stesso tempo grata della loro chiarezza e del loro valore oggettivo.
Una parola alla fine altro non è che l’etichetta sulla scatola dei contenuti, l’importante è cosa c’è dentro...
clicker training

Stimolo e rinforzo

Prima di parlare di stimolo e rinforzo è necessario descrivere cosa c’è dentro le due scatole. Stimolo nel lavoro pratico indica qualcosa di gradito al cane, utilizzato per indurre un comportamento. Il cibo può essere utilizzato come stimolo per far sedere il cane, attraverso il movimento della mano, per metterlo a terra, per farlo camminare, saltare... Anche la pallina può essere utilizzata come stimolo per ottenere un comportamento: se lanciate una pallina oltre un ostacolo, state lavorando il salto “in stimolo”.
La pallina induce il cane a superare l’ostacolo. La scatola del rinforzo contiene tre elementi fondamentali: è un rinforzo qualcosa che aumenta un comportamento, che piace al cane, e per il quale il cane è disposto a spendere delle energie. Nel lavoro pratico si parla di lavoro “in rinforzo” quando il comportamento non viene indotto, ma si aspetta che l’animale lo esibisca spontaneamente (in modo casuale o intenzionale).
Se sto ferma e aspetto che il cane si sieda, e quando si siede gli do un boccone, sto lavorando “in rinforzo”.

cane educazione seduto

Stimolo o rinforzo?

Tutto chiaro? Nella realtà i procedimenti non sono affatto così lineari e ben definiti. Se prendete una manciata di bocconi in mano, tenete la mano davanti al naso del cane, e aspettate che il cane faccia un passo indietro, è stimolo o rinforzo? State inducendo il cane a rimanere in piedi, quindi state lavorando in stimolo. Però non inducete il cane a andare indietro, quindi state lavorando in rinforzo. Il procedimento è ibrido.
Il cane va indietro, dove gli date il boccone? Se  allungate il braccio per dargli il boccone, il punto di rinforzo può indurre il successivo comportamento del cane, e avere quindi funzione di stimolo. Per lavorare puramente in rinforzo, ciò che il cane vuole ottenere dovrebbe essere completamente staccato nel tempo e nello spazio dal comportamento. Senza dimenticare le informazioni che il cane riceve da noi, come la direzione dello sguardo, l’orientamento del corpo, segnali più o meno involontari per aiutare il cane... Lo stimolo può essere anche sociale!
premio clicker

Un metodo e un processo...

Fino a qui abbiamo parlato di una terminologia “da campo”, nata per definire in modo semplice e comprensibile il procedimento utilizzato per ottenere un comportamento. Se analizziamo con più attenzione la scatola del rinforzo però, ci accorgeremo che non contiene solo il metodo utilizzato, ma anche la definizione di un processo di apprendimento.
Gli animali imparano per associazione, e il termine rinforzo positivo si riferisce prima di tutto alla capacità di ripetere un comportamento che ha avuto successo, che ha permesso all’animale di ottenere qualcosa di gradito. Quindi, se io prendo in mano un bocconcino, e muovo la mano inducendo il  cane a sedersi, sto lavorando “in stimolo”.
Ma se quel cane associa la postura - essere seduto - al boccone, e prova a ottenerne un altro sedendosi, per definizione il boccone ha agito da rinforzo, e sedersi è il comportamento rinforzato. Nel lavoro in stimolo, ciò che viene utilizzato per indurre il comportamento può quindi essere anche un rinforzo, se l’animale sceglie di ripetere il comportamento.

La teoria spiega la pratica

Il mondo dei cani va spesso all’incontrario. Si definisce un procedimento a priori, e lo si applica senza una successiva verifica. Se stiamo zitti e fermi, aspettiamo che il cane si sieda, e quando si siede gli diamo un boccone, stiamo lavorando in rinforzo, giusto?
La risposta é: dipende. Dipende dal cane.
Se il cane non ripete il comportamento, quel boccone, anche se lo abbiamo dato solo dopo che il cane ha esibito il comportamento, per definizione non è un rinforzo...
Sembrava solo una scatoletta di plastica, e invece era un mondo intero :-)

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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