La recente proposta dell’Enci di istituire un tavolo tecnico sull’uso del collare elettrico ha aperto una interessante discussione sugli obiettivi e i metodi dell’istruzione cinofila.
Il mondo cinofilo si è schierato a favore del no assoluto (posizione condivisa dalla sottoscritta e dal Gentle Team), ma sopravvivono i ni, con rare prese di posizione a favore.

 

NO senza eccezioni

 

Da quando ho iniziato a occuparmi di educazione cinofila, forse la più grande rivoluzione è stata passare da una educazione e riabilitazione come strategie per aiutare i proprietari a vivere (controllare) i propri cani, a strumenti professionali il cui obiettivo è aiutare IL CANE a vivere meglio in famiglia e recuperare benessere se in condizioni di disagio emotivo e sociale.
In questo senso sarebbe utile dire che i soggetti sono i proprietari, non i cani: educhiamo i proprietari di cani a conoscere, capire e guidare il proprio cane nel percorso di convivenza. Anche nella riabilitazione il primo passo è valutare le cause del disagio, e migliorare le condizioni di benessere del cane, in famiglia come in canile.
A chi mi chiedeva che senso avesse provare a recuperare pit bull sequestrati ai combattimenti clandestini (il progetto Enpa Ex-combattenti), ho sempre risposto che questi cani hanno subito anni di abusi, e il nostro compito era aiutare quei cani a recuperare fiducia in se stessi e nell’uomo, stabilità emotiva, capacità di comunicare e di interagire. Le aspettative di un futuro adottante sono secondarie, e dipendenti, dal benessere del cane soggetto a riabilitazione.
In questa prospettiva è chiaro a chiunque che strumenti di inibizione, l’uso della forza e della violenza, non hanno alcuna applicazione nell’educazione e la riabilitazione del cane.  Ne hanno ancora meno nelle attività sportive, dove viene a mancare anche la necessità di raggiungere un obiettivo utile alla convivenza.

 

L’extrema ratio

 

I fautori del NI in genere si dichiarano contrari all’uso del collare elettrico per il raggiungimento di risultati sportivi, ma favorevoli a un uso “professionale” e “competente” di questo strumento per la soluzione di gravi problemi e in casi estremi. Esempi di casi estremi sono il cane che scappa dal cancello, che corre dietro al gatto, che mangia cibo da terra in passeggiata, il cane che è stato viziato ed è diventato ingestibile, il cane aggressivo. Le domande a cui dobbiamo rispondere sono: in questi casi l’uso di un collare elettrico è efficace? La risposta è sicuramente no. Uno shock fisico ed emotivo può inibire temporaneamente il comportamento, ma non risulta efficace nel tempo, in quanto non agisce sulle motivazioni e le cause reali.
Lo shock può inoltre causare effetti collaterali ugualmente e persino più gravi. Un cane aggressivo può smettere di minacciare il proprietario, e iniziare a rincorrersi la coda, o altri comportamenti indici di un forte stato di stress. Il comportamento è l’espressione di una complessità di fattori: la personalità del cane, il suo stato emotivo, l’esperienza, le sue relazioni sociali... Solo una analisi approfondita e individuale permette di individuare le cause e soluzioni efficaci a un problema. E’ importante inoltre sottolineare l’importanza della prevenzione, e di una gestione proattiva da parte dei proprietari. Il grado di controllo di un cane dipende dalla sua maturità, dalla nostra conoscenza, dal contesto. Chi ha un cane dovrebbe impegnarsi per dargli gli strumenti mentali, emotivi e sociali per vivere serenamente, gestirlo correttamente e rivolgersi a persone realmente qualificate per l’educazione e il recupero comportamentale.

 

Favorevoli a compromettere il benessere del cane?

 

La discussione innescata di recente ha fatto emergere non solo le prese di posizione contrarie, ma il persistere di un atteggiamento favorevole all’uso del collare elettrico. Oltre alle motivazioni su citate, si dichiara che al momento non esistono evidenze di un danno psichico nel cane in seguito alla somministrazione di scosse. A tale merito riporto i dati di una pubblicazione scientifica: “Training dogs with the help of the shock collar: short and long term behavioural effect” (Schilder, van der Borg, AABS, 2004)
“Sono stati studiati gli effetti dell’uso del collare elettrico durante l’addestramento alla difesa di pastori tedeschi. I 32 cani hanno esibito reazioni durante la somministrazione delle scosse (abbassamento della postura corporea, grida, abbai, evitamento, aggressività ridiretta, leccarsi il naso), e questo indica uno stato di stress e dolore. La maggior parte di queste reazioni immediate ha avuto una durata di meno di un secondo. Il comportamento di 16 cani che sono stati addestrati in precedenza con l’uso del collare elettrico (gruppo S) è stato comparato con il comportamento di 15 cani di controllo che hanno ricevuto un addestramento simile ma non hanno mai ricevuto scosse (gruppo C), per valutare i possibili effetti a lungo termine. I due gruppi di cani sono stati osservati durante sessioni di lavoro in cui non è stato usato il collare elettrico, ed è stato registrato il loro comportamento (postura del corpo, coda e orecchie, comportamenti associati a stress, dolore e aggressività). Durante la passeggiata libera sul campo di addestramento, i cani del gruppo S hanno esibito una postura delle orecchie abbassata e un numero maggiore di comportamenti associati a stress del gruppo C. Durante l’addestramento all’obbedienza e alla difesa è stata osservata la stessa differenza.
La stessa differenza tra i due gruppi è stata riscontrata persino durante una passeggiata e l’esecuzione di esercizi di obbedienza in un parco. Le differenze tra i due gruppi sono risultate significative benché anche i cani del gruppo C fossero stati addestrati con metodi coercitivi. Le conclusioni quindi sono che l’addestramento è risultato stressante per i cani, ricevere scosse elettriche è una esperienza dolorosa per il cane, e che i cani del gruppo S hanno imparato che la presenza dei proprietari (o l’udire dei comandi) annuncia il ricevere lo shock, anche al di fuori del contesto di addestramento.
Questo indica che il benessere di cani sottoposti a scosse elettriche è compromesso, almeno in presenza dei proprietari.

 

Riassumendo:

 

- Cani che hanno subito scosse elettriche manifestano stress e paura, anche a distanza di tempo dall’esperienza traumatica, e associano il proprietario e i comandi alla paura.
- I comportamenti esibiti dai cani sottoposti a scosse elettriche sono comportamenti di paura e stress acuto, e indicativi di dolore.

Alexa Capra, 22 aprile 2011

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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