Chi guarda Lucy in campo non si rende conto che è sorda.
Per capire che Lucy è sorda dovete guardare Flick, e osservare come usa lo sguardo e i gesti per comunicare con Lucy, in un linguaggio muto e straordinariamente efficace.
Lucy abbaia come tutti gli altri cani, si relaziona con gli altri cani in modo normale, si muove con sicurezza. E non perde mai il contatto con Flick. Lucy è la dimostrazione di come un cane sordo possa vivere una vita normale, possa essere lasciato libero senza rischiare di perderlo o situazioni a rischio. Certo ci vuole un ottimo rapporto e un notevole grado di empatia, per vivere con tanta serenità con un cane che non sente noi, non sente gli altri cani, non sente le auto e i pericoli che si avvicinano fuori vista. Nell'apprendimento Lucy non ha alcun handicap rispetto a cani che percepiscono i suoni. Come marker abbiamo utilizzato una piccola pila a led, che si accende a pressione.
Quando ho provato a lavorare io con Lucy, all'inizio ero persa. Non sentivo il suono del marker! Non solo: perché funzioni, il cane deve vedere la luce. Quindi rispetto al clicker sonoro non si può utilizzare quando il cane si orienta visivamente in una direzione differente da quella del fascio di luce. Ci vuole un po' di esperienza per diventare familiari con un clicker visivo, ma l'efficacia è la stessa, e l'esperienza è davvero formativa. Ancora oggi, dopo anni di amicizia con Lucy e altri cani sordi, mi viene spontaneo esprimere approvazione e gioia con la voce, salvo ricordarmi che non possono reagire. Dovrei imparare il gesto che i loro compagni umani utilizzano per dire "bravo", anche se, ne sono sicura, possono comunque sentire le nostre emozioni.
Dopo Lucy ho conosciuto altri cani sordi, come i cani di Liviana (Che e Gandalf), il dogo argentino Guru, e altri ancora. Sono cani felici, sereni, che hanno arricchito la vita di chi li ha scelti come compagni. Un cane sordo può fare una vita normale, ma richiede una disponibilità e una sensibilità speciali. Ma se si crea quel legame, ci si dimentica che sono sordi. E chi li guarda non si rende conto che sono sordi.

Alexa Capra, 14 gennaio 2012

Lucy & Flick

nelle parole di Flick

Nel 2002 ho iniziato a pensare di prendere un cane tutto mio e quando una mia amica ha preso Looney-Bovaro dell’Entlebuch- ho finalmente deciso che volevo avere anch’io un cane e ho iniziato a pensare a quale mi sarebbe piaciuto avere… ma c’era un problema: non sapevo se i miei genitori mi avrebbero permesso di tenerlo.

 

Nel 2003 mia zia portò in salvo una Dalmata e i suoi 10 cuccioli, e pensò bene di chiedere a mia mamma se ne potevamo adottare uno.

A gennaio ci siamo diretti verso Serravalle Scrivia, in Italia, per andare a vedere questi cuccioli, avevamo deciso che se ne avessimo preso uno, avremmo preso una femmina. Dopo 30 minuti passati in mezzo a questi dolci batuffoli malfermi sulle zampe mia mamma disse “dai, scegline uno…”. Dopo un po’ di dubbio tra due cuccioli scelsi quella con gli occhi verdi e una macchia in mezzo alla fronte.

 

Con il passare dei giorni, non sapevamo ancora come chiamarla, alla fine mentre stavo guardando un film intitolato “I’am Sam”, mia madre disse “Lucy! come la figlia di Sam”.

Cosa curiosa, quando chiamavamo, Lucy non rispondeva. Provammo allora con altri nomi, pensando che Lucy non le piaceva, ma niente da fare.

Mi venne in mente che qualche giorno prima dell’arrivo di Lucy avevo sfogliato dei libri sulle razze canine per non essere del tutto impreparata ad avere un cane, e sotto la razza dei Dalmata avevo letto “sordità congenita in alcuni soggetti”, BINGO!! Ecco perché quando la chiamavo o facevo versi strani per attirare la sua attenzione non reagiva!

addestrare clicker cane sordo

 

Per paura di non riuscire a richiamarla in quanto sorda, durante le passeggiate era sempre al guinzaglio, finché la mia amica (padrona di Looney) non mi disse di provare a lasciarla andare, tanto, se fosse andata lontana l'avremmo potuta raggiungere rapidamente. È andato tutto bene, e da allora Lucy sta tranquillamente libera.

Quando eravamo da sole nei boschi e vedevo che si allontanava troppo, mi nascondevo in modo che lei non mi vedesse (ma io si), quando si accorgeva che non c’ero aspettavo che avesse quei 4-5 secondi di panico per poi sbucare fuori facendole un gesto con il braccio che sarebbe diventato “Lucy guardami”.

In questo modo ha imparato a tenermi d’occhio, e associare il mio gesto a uno sguardo di attenzione verso di me.

 

Un giorno vidi una ragazza con un Beagle, e stava insegnando al suo cane a stare seduto e, oltre alla voce, aveva usato anche un segnale gestuale… ho quindi immediatamente pensato che avrei potuto usare anch’io quel segnale per insegnare a Lucy a sedersi: sapendo che Lucy per ottenere qualcosa si sedeva automaticamente ho pensato di fare il segnale di seduto mentre lei si sedeva, poi ho cominciato a fare il segnale e aspettavo che si sedesse, e in poco tempo ha imparato a sedersi con il segnale gestuale.

 

Quello è stato solo l’inizio, negli anni ha imparato a venire da me, stare ferma, scendere dalla macchina quando la tocco (è sempre un delirio, forse qui ho sbagliato, in quanto chi è in auto con me, quando scendo, si precipita per tenere Lucy per non farla scendere e tutte le volte devo dire di non taccarla e di non trattenerla perché per lei è il segnale per scendere), quando la tocco con il dito per due o tre volte sa che ho bisogno della sua attenzione, mentre se è lontana le lancio addosso il guinzaglio e sa che non è per punirla o per farle male, ma solo perché voglio che si giri per guardarmi.

Una cosa che Lucy ha impiegato un po’ a capire è stata “vai dall’altra parte della casa che c’è qualcuno che ti cerca”. Dopo un po’ di tempo ha imparato, ed ora non faccio in tempo a dirle “vai di la”, che è già dalla persona che la sta cercando.

 

Devo dire che senza la buona volontà di Lucy, non saremmo andate lontano, ha dovuto impegnarsi per capire cosa volevo da lei, ma dopo 8 anni, sono poche le volte che non sa cosa deve fare, segno della buona intesa che si è sviluppata tra di noi.

Da parte mia ho imparato a prestare più attenzione ai rumori e ho un po’ sofferto quando ho dovuto smettere di ascoltare la musica ad alto volume durante le nostre passeggiate, ora, per me è normale ascoltare la musica a basso volume e con una sola cuffietta nell’orecchio… (se sono con Lucy), è come se io fossi il suo cane guida…

 

Nel 2007/2008 ho sentito la necessità di fare qualcosa in più con Lucy e ho chiamato una cinofila che mi consigliò di andare da Alessandra Bourquin, comportamentalista. Quando la chiamai le spiegai il caso di Lucy, della sua sordità e di come le avevo comunque insegnato le cose basilari. Lei mi rispose che si poteva usare una lucetta come “okey”.

Iniziai con il corso “Un cane in famiglia1” e Lucy non ha avuto nessun problema ad associare comportamento-lucetta-boccone.

Nei mesi successivi iniziammo a fare corsi di clicker training e in seguito superammo anche “l’esame” per ottenere il CAP 1 (Competency Assessment Program).

addestarre clciker cane sordo

 

In quel periodo mi accorsi dei piccoli problemi che Lucy iniziava ad avere verso le persone e i cani (in particolare i Carlino, e Jack Russell Terrier).

Ed è per questo motivo che ho conosciuto Pamela con Peggy e Silvia con Vasco, due padrone con due cani con lo stesso problema di Lucy.

Iniziammo a fare incontri (aiutate da Alessandra) per insegnare ai nostri cani a non reagire verso gli altri cani mantenendo l’attenzione su di noi, o se guardavano l'altro cane senza abbaiare e ringhiare.

Questo è uno dei lavori che ha dato molte soddisfazioni a Pamela e me: se prima Lucy voleva “mangiarsi” Peggy, e Peggy “mangiarsi” Lucy, adesso possono stare tranquillamente nella stessa auto o nella stessa stanza senza problemi.

Con Vasco non ci sono stati grandi problemi, ci hanno messo un po’ a trovare un equilibrio, ma, con il tempo, siamo riuscite anche a creare un bel gruppo di 3 persone e 3 cani.

 

Nel 2009 andai al centro cinofilo La Tollara per un seminario tenuto da Alexa Capra.

Finito il seminario capii che avevo ancora una moltitudine di cose da imparare.

A Pasqua tornai in Tollara con Silvia per le classi di comunicazione e chiesi ad Alexa se poteva farle anche Lucy, e mi disse che non c’erano problemi. Da allora non ho più smesso di partecipare alle classi, stage e corsi tenuti da Alexa.

 

Durante uno degli stage sulle Classi di comunicazione da Alexa, ho incontrato Liviana e uno dei suoi 5 cani, Ché, Australian Shepherd sordo.

Vedendoli insieme ho capito perché la gente mi diceva sempre "È veramente bello vederti lavorare con Lucy" ed io non capivo perché fosse così strano e rispondevo sempre che é una cosa più che normale... In realtà mi sono resa conto di quanto non sia una cosa normale e di quanto sia spettacolare vedere come una persona e un cane sordo riescano a capirsi perfettamente.

Quando ho pensato a Lucy e me, mi è venuta la pelle d'oca, perché non mi sono mai resa conto di quello che ho sviluppato insieme a Lucy in 8 anni, perché l'ho sempre vissuto in modo normale, no ho mai odiato il fatto d'avere un cane sordo, e non ho mai pensato di riportarla dove l’avevo presa, perché per me, non ha nulla che non va.

 

Fotografie Daniele Robotti

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