Un nuovo cucciolo, una nuova avventura.
Il primo passo è la gestione in casa, dove farlo dormire, quando farlo mangiare, i giochi da comprare... Ma il secondo passo è uscire nel vasto mondo là fuori: si socializza!


Socializzare il cucciolo
L’idea generale di socializzazione è quella di prendere un cucciolo e portarlo in luoghi nuovi, fargli incontrare persone e cani. Collarino o pettorina, guinzaglio e via. E visto che l’obiettivo è socializzarlo, tante più persone, tanti più cani, tanti più luoghi tanto meglio. Il cuccioletto cammina per strada e la gente si ferma, sorride, si avvicina, allunga la mano, lo tocca. Il cuccioletto cammina per strada e c’è un altro cane al guinzaglio. Avviciniamo il cucciolo e facciamoli incontrare!

socializzre cucciolo cane

 

La mia versione (dalla parte del cucciolo)
Il cucciolo ha passato due mesi nello stesso luogo, con la mamma e i fratelli. Un giorno è stato sollevato da persone che non aveva mai visto, spostato di peso, tenuto in braccio, toccato, preso e messo in un luogo sconosciuto che vibra e fa rumore. E si muove. Neanche il tempo di ambientarsi che viene di nuovo sollevato, e posato in un altro posto sconosciuto, tra persone sconosciute. Crolla addormentato, la strategia anti-stress dei cuccioli. Al mattino si sveglia ed è felice di rivedere le persone che ha conosciuto quando è stato allontanato da tutto ciò che gli era familiare. Un po’ di sicurezza, finalmente! Neanche il tempo di capire dov’è, e di nuovo viene sollevato, o legato a un guinzaglio, e portato là fuori, dove tutto è sconosciuto.
A due mesi ancora non sa cosa gli piace e cosa non gli piace. Ha un solo obiettivo: non perdere di vista l’unico suo punto di riferimento al mondo, la persona a cui si è legato in queste poche ore. La persone si muove, e il cucciolo la segue. Mentre cerca di fare il meglio che può per non perdersi, e sopravvivere al guinzaglio, oggetti, odori, suoni, individui sconosciuti gli vengono addosso! Per un cucciolo curioso, socievole, sicuro, è come stare al luna park, tanti stimoli, troppi stimoli, ma è divertente. Per un cucciolo un po’ insicuro è come camminare su un campo minato, cerca di sopravvivere, ma questa esperienza lo carica di ansia, di stress. Accetta passivamente quello che gli succede, non ha certo la forza fisica e caratteriale per opporsi, cerca di rifugiarsi fisicamente e mentalmente dagli stimoli, non guarda, abbassa la testa, non si avvicina.
Se è troppo, non rimane che la fuga o la minaccia.

socializzazione cucciolo cane

 

Gli effetti della socializzazione “selvaggia”
La socializzazione “selvaggia” è esporre il cucciolo a qualunque tipo di stimolo, ambientale e sociale, senza chiedersi come sta vivendo l’esperienza, senza tutelarlo e aiutaralo. Per il cucciolo insicuro la socializzazione “selvaggia” è come affrontare un campo minato: attenzione, pericolo! sopravvissuto. Attenzione, pericolo! BUM! Esplosione. Là dove l’esplosione è la perdita di controllo emotivo, o anche solo un picco di ansia e stress.
Anche il cucciolo che non da segni evidenti di paura o di minaccia può subire danni gravi da questa esposizione incontrollata agli stimoli. Gli effetti possono non essere immediati, ma manifestarsi anche mesi dopo, quando il cane non subisce più passivamente ma comincia a difendersi, o cerca di influenzare il comportamento del proprietario trascinandolo altrove o rifiutandosi di seguirlo.

 

Cosa vuol dire socializzare un cucciolo
Socializzare un cucciolo NON vuol dire esporlo a stimoli ambientali e sociali. NON vuol dire portarlo fuori e farlo accarezzare da tutti, o fargli avvicinare altri cani al guinzaglio (e persino da libero). NON vuol dire portarlo al mercato, o anche solo a passeggio in luoghi sempre diversi. Tutto questo somiglia molto a un procedimento conosciuto come “flooding”, o inondazione di stimoli, e può causare un iniziale soppressione delle risposte comportamentali del cane (il cucciolo non reagisce agli stimoli), ma in soggetti più sensibili è a fortissimo rischio di sensibilizzazione (il cane reagisce sempre più intensamente allo stimolo).
Socializzare un cucciolo significa dargli gli strumenti per relazionarsi con gli stimoli. Quando il cane è a contatto con lo stimolo, è in grado di comportarsi nel modo adeguato. In pratica, se il cucciolo è sicuro di sé e socievole, quando incontra persone sconosciute avrà un atteggiamento di saluto, di gioco, sarà rilassato e felice. Se il cucciolo è insicuro e poco socievole, quando incontra persone sconosciute avrà bisogno del nostro aiuto per non sentirsi insicuro e spaventato. Potrebbe essere necessario chiedere alle persone di non forzare il contatto, leggi non avvicinarsi e non toccare il cucciolo.
Tanto più conosciamo il nostro cane, tanto più siamo in grado di scegliere a quali stimoli esporlo senza il nostro aiuto, e quando e come aiutarlo o evitare una situazione.

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Gli strumenti per socializzare
Quali sono gli strumenti che aiutano il cane a comportarsi nel modo adeguato rispetto agli stimoli ambientali e sociali?
Il primo, e il più importante, è la genetica. La personalità del cucciolo ci dice quali saranno le sue reazioni. Nei primi mesi dobbiamo concentrarci sull’osservazione, guardare come si comporta e imparare quando è sicuro, quando è insicuro, cosa gli piace, cosa non gli piace, chi è. Il secondo strumento è la relazione del cucciolo con la persona di riferimento. Il cucciolo deve sentirsi sicuro in casa, al guinzaglio e con noi. Il senso di sicurezza è fondamentale per dargli la capacità di affrontare il mondo esterno. Il terzo strumento è sviluppare la sua fiducia in se stesso e negli altri, valorizzando la sua personalità.

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Programmare la socializzazione
La socializzazione non è qualcosa che succede durante una passeggiata. Non è casuale. Dovrebbe essere un programma definito sulla base della personalità del cucciolo, delle sue capacità e delle sue debolezze. A volte può essere necessario aspettare settimane o mesi prima di poter lasciare che il cucciolo entri a contatto con un certo stimolo. In queste settimane e mesi il nostro compito è fargli fare le esperienze corrette, essere il suo maestro e la sua guida, aiutarlo quando è in difficoltà, e conoscerlo.

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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