Ho cominciato a organizzare classi di socializzazione e comunicazione nel 2007. Negli anni precedenti avevamo già introdotto questo tipo di attività, soprattutto nelle classi dei cuccioli.
L’idea era quella di avere uno o più cani adulti che aiutassero i cuccioli a sviluppare le loro competenze sociali. Dal 2007 l’attività si estende all’aiutare cani adulti che manifestano problemi con altri cani, e quindi cani che manifestano difficoltà emotive o di relazione (anche con l’uomo). Dal 2007 ad oggi la mia idea di cos’è una classe di socializzazione si è rivoluzionata.
In questo articolo cercherò di riassumere alcuni aspetti importanti del mio lavoro e della mia esperienza.

classi socializzazione cane

 

I cani
In questa attività c’è chi individua soggetti che avrebbero la specifica capacità di aiutare gli altri cani. Questi cani “speciali” assumerebbero ruoli differenti, a seconda delle loro caratteristiche individuali. Esisterebbero così cani alfa, beta, gamma... Questi cani possono interagire autonomamente con il cane problematico, o essere guidati dall’istruttore (e/o proprietario dei cani). Il compito del responsabile delle classi sarebbe quindi individuare questi speciali soggetti e formarli per questo tipo di attività. Altri formano gruppi familiari e stabili di cani, che agiscono come gruppo verso il cane problematico.
Io lavorato con un centinaio di razze differenti, oltre ovviamente a tutti i fantastici cani fantasia. Cani di ogni età, storia individuale, condizione di vita.

Da questa esperienza ho costruito una filosofia completamente diversa. Per me tutti i cani possono imparare, e tutti i cani possono insegnare. Non esistono cani “speciali”, tutti i cani sono, passatemi la definizione, ugualmente speciali :-) Anzi, il passaggio da cane problematico a cane che aiuta è un elemento importante del mio programma di recupero. Non ho la possibilità di formare un gruppo stabile,  ad oggi non ne sento il bisogno.  Poter variare le interazioni, scegliendo soggetti differenti lungo il percorso di recupero, mi permette di lavorare alle infinite tonalità delle interazioni. La mia attività si concentra in due passaggi: la valutazione e la scelta dei cani per l’interazione. Più conosco i cani, più è facile formare gli abbinamenti, e i gruppi, ma non esistono cani con ruoli fissi o capacità speciali.

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I proprietari - le persone
Dall’inizio della mia esperienza con le classi di socializzazione, non ho mai condiviso la scelta di escludere il proprietario dall’interazione del cane con altri cani. Per me il cane può scegliere liberamente come comportarsi, ma non è mai solo: il proprietario è sempre presente in campo e svolge un ruolo fondamentale nel percorso di sviluppo delle competenze emotive, sociali, della comunicazione. Nella condizione ideale il cane comunica in modo efficace con il proprietario, e i due agiscono come un gruppo familiare. Il punto di riferimento del cane è sempre il proprietario. Il proprietario deve imparare a leggere e capire i comportamenti e le interazioni, aiutare il cane se necessario, usare correttamente lo spazio e la comunicazione non verbale. Per me non esistono interazioni cane-cane, esiste un unico gruppo sociale composto da tutti i cani presenti e tutte le persone presenti. Anche chi in quel momento non ha alcun cane in campo!

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Lo spazio sicuro
Da quando ci siamo trasferiti al centro Gentle Team - I Laghi (Castelletto Merli, AT), ho sviluppato un nuovo e innovativo elemento delle classi di socializzazione e comunicazione, basato sull’uso degli spazi. Grazie agli ampi spazi disponibili, ho definito l’uso di spazi di sicurezza, e spazi di decompressione. Il senso di sicurezza è un elemento fondamentale di qualunque programma di recupero comportamentale. La decompressione riguarda la capacità del cane di ridurre il livello di stress grazie agli spazi, le barrierre naturali, la varietà ambientale, e la presenza di un lago. L’acqua ha un potente effetto antistress sui cani come sulle persone. E’ incredibile quanto spazio e tempo giochino un ruolo importante nell’aiutare il cane a gestire lo stress, a comunicare in modo corretto ed efficace, a vivere i propri stati emotivi in condizioni di sicurezza.

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Gli obiettivi
Chiunque svolga questo tipo di attività deve avere come primo obiettivo il benessere dei cani. Di tutti i cani. Non si può sacrificare il benessere di un cane per aiutarne un altro. Non si può esporre un cane a una situazione stressante, da cui non ha possibilità di uscita, solo per ottenere un qualche risultato con un altro cane, o per rendere possibile l’interazione. Non devono esistere “cani invisibili”. Ho coniato questa definizione per quei cani di canile che nessuno vede, nessuno adotta. Ma vale per le classi, per quei cani che possono stare in un gruppo perché non hanno e non causano problemi. Cani che sono lì perché ci possono stare, non perché quel gruppo sia adatto a loro, sia stato formato per loro. Da quando ho visto cani invisibili in alcune classi a cui ho assistito mi sono promessa che non l’avrei mai fatto a mia volta. Le classi possono aiutare a migliorare lo stato emotivo di un cane, le sue competenze emotive e la sua capacità di relazionarsi con altri cani e con le persone. Di sicuro possono migliorare la qualità della relazione con il proprietario, rendendo il proprietario consapevole dello stato emotivo e dei segnali del cane, del suo bisogno di avere un compagno e una guida. Le classi non sono però la panacea a tutti i mali, con alcuni cani non sono indicate, o non lo sono per un periodo di tempo, e possono essere insufficienti per aiutare il cane.

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Le persone
Un effetto fantastico delle classi è quello di far sentire accettati e capiti i proprietari di cani problematici. Il proprietario che si presenta con un cane problematico ha quasi sempre sperimentato senso di inadeguatezza, il giudizio di avere un cane pericoloso, di aver sbagliato. Si è sentito isolato, perso dentro un problema che non sa come risolvere. Nelle classi non c’è giudizio, esistono cani che hanno bisogno di aiuto, e cani che ci possono aiutare. Tutti i cani sono uguali, e per ogni progresso siamo felici insieme. C’è un forte senso di solidarietà, di comprensione, di condivisione. Durante le classi non sono solo i cani a poter esprimere liberamente i propri stati emotivi, anche i proprietari sono finalmente liberi di entrare in contatto con le loro emozioni e di sviluppare empatia per i cani.

Nelle classi di socializzazione e comunicazione i cani imparano a vivere e controllare i propri stati emotivi, a comunicare con i cani e le persone in modo efficace. Le persone imparano a leggere i segnali e le interazioni, a provare empatia, e a essere al fianco del loro cane, sempre.

 

Alexa Capra, 5 giugno 2012

Fotografie Daniele Robotti

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