“La domanda non è: possono ragionare? Non è neppure: possono parlare? E’: possono soffrire?” Jeremy Bentham, 1789

Gli animali provano sentimenti ed emozioni.
A un livello primitivo queste si manifestano con una semplice dicotomia: mi piace-non mi piace. O, se volete, fa bene-fa male.
Il bruco che si muove sul tronco in cerca di ombra reagisce a recettori sensoriali e stati fisiologici, che lo mettono in movimento fino a quando non cessa il disagio causato dall’essere al sole. Stimoli sensoriali e stati fisiologici che vengono registrati e elaborati a livello del sistema nervoso.

 

Le emozioni guidano il comportamento

 

 In animali con capacità cognitive superiori, sentimenti e emozioni si manifestano in modo più elaborato e complesso. Un cane può provare paura, rabbia, ansia, eccitazione, gioia. Queste emozioni non sono un lusso concesso all’uomo dalla sua straordinaria capacità intellettiva, ma sono elementi fondamentali della sopravvivenza.
Scrive Antonio Damasio “I sentimenti sono i sensori per l’accoppiamento - o il mancato accoppiamento - tra natura e circostanze.  Per natura intendo sia quel che abbiamo ereditato come pacchetto di adattamenti geneticamente organizzati, sia quella che abbiamo acquisito nello sviluppo individuale, attraverso interazioni con l’ambiente fisico e sociale, in modo consapevole e voluto oppure no. I sentimenti, insieme con le emozioni da cui provengono, non sono un lusso: essi servono come guide interne, ci aiutano a comunicare agli altri significati che possono guidare anche loro.” (Antonio Damasio, L’errore di cartesio, Adelphi).
Le emozioni guidano gli animali nelle loro scelte, e creano memorie degli eventi vissuti. Un cucciolo può reagire all’avvicinarsi di una persona con timore, e quindi scoprire che l’incontro è piacevole.

emozioni


Le emozioni sono dunque:
1. Risposte fisiche  che si sono evolute come parte dei meccanismi di sopravvivenza.
Il cervello non funziona in modo indipendente dal corpo, e  la maggior parte, se non tutte, le emozioni si manifestano con risposte fisiche.
2. Stati mentali che avvengono quando le risposte fisiche sono percepite dal cervello.
I sensi della vista, udito, tatto, gusto, olfatto, funzionano tramite pattern di attivazione nervosa che corrispondono allo stato del mondo esterno.

 

Emozioni e comportamento


Come abbiamo visto, la maggior parte, se non tutte, le emozioni si manifestano con risposte fisiche. Le emozioni sono costantemente presenti e influenzano fortemente il comportamento.
Se il nostro cane abbaia a un altro cane quando è al guinzaglio, non possiamo chiedergli di smettere. Se il cane prova paura e rabbia, non possiamo chiedergli di smettere di provare queste emozioni. Il suo comportamento è la manifestazione fisica di questo stato emotivo.
Per cambiare il comportamento, dobbiamo aiutarlo a vivere la stessa esperienza in un differente stato emotivo.
Per cambiare i comportamenti, è necessario cambiare le emozioni che li innescano. A questo punto è evidente l’importanza di riconoscere lo stato emotivo del cane.

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Riconoscere le emozioni

 

Sono tre i fattori che influenzano la capacità di riconoscere lo stato emotivo di un cane:
- empatia
- conoscenza
- osservazione del comportamento.
Empatia. E’ la capacità di provare le stesse esperienze e mettersi in relazione con pensieri, emozioni, esperienze di un altro, senza che questi siano comunicati direttamente dall’individuo (Hoffman, 1978). Alcuni individui sono maggiormente empatici, altri meno.
Conoscenza. La conoscenza di un individuo ci aiuta nel riconoscere il suo stato emotivo. Di un amico sappiamo che è stressato anche se ride e scherza, o che sta male perchè non risponde al telefono. Con il cane non è diverso: del nostro cane dovremmo sapere cosa gli piace, cosa lo fa stare bene, quali situazioni gli causano paura o stress.
Osservazione del comportamento. Questo è un processo cognitivo, che prevede la capacità di osservare i comportamenti, e distinguerli in categorie (Etogramma). Il vantaggio è proprio lo stretto legame tra comportamento e emozioni. Se riconosciamo i comportamenti associati ai diversi stati emotivi, riconosciamo le emozioni. Rispetto all’empatia e la conoscenza, ha il vantaggio di essere oggettivo, non soggettivo (due persone osservano gli stessi comportamenti, mentre possono avere diversa sensibilità empatica o diversa conoscenza del cane). Un cane ha o non ha paura se esibisce i comportamenti associati alla paura. Il vantaggio della conoscenza dell’Etogramma del cane è anche affinare l’empatia e la conoscenza. Migliore è il dettaglio con cui riconosco i comportamenti, migliore la capacità di cogliere segnali sottili, minime variazioni del comportamento. Tanto più l’analisi è dettagliata, maggiore è il numero di informazioni disponibili e la loro utilità nell’interpretazione.

 

A cosa serve l’Etogramma?


Di recente qualcuno ha scritto che non serve una analisi dettagliata per capire un cane. La mia esperienza è diversa.  I comportamenti sono come le parole di un discorso, per capire l’argomento può essere sufficiente riconoscerne una o due, ma il rischio di errori di traduzione è molto alto. Più siamo fluenti, più non solo è precisa la lettura, ma è rapida l’analisi. Riconoscere i comportamenti del cane significa riconoscere le sue emozioni, cosa comunica di se stesso e agli altri, significa sviluppare empatia e conoscenza. L’Etogramma, prima ancora di essere un progetto di divulgazione scientifica, per me è stato un importante strumento di lavoro. Nella valutazione dei cani, di canile o di famiglia, la sensibilità, le esperienze e i giudizi (pregiudizi...) personali non dovrebbero riflettersi sul futuro del cane. La valutazione deve basarsi su elementi oggettivi, in modo da ridurre la probabilità di errore. Tutto questo è possibile attraverso una analisi estremamente dettagliata del comportamento del cane, e la base è proprio l’Etogramma. Un altro aspetto importante è la possibilità di confrontare la propria analisi con quella di altri, una verifica fondamentale nello studio scientifico del comportamento del cane e la sua relazione con l’uomo.

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EMOZIONI:

 

Le emozioni consistono in schemi di risposte fisiologiche e comportamenti specie-specifici, prodotte da particolari stimoli esterni o interni.
Le emozioni permettono di valutare gli stimoli, valutazione che permette di esibire comportamenti adattativi e sopravvivere.
1. Proprietà fisiche dello stimolo
2. Sulla base delle proprietà fisiche, la mente costruisce significati
3. Dall’analisi e il confronto si producono cambiamenti fisici e fisiologici
4. Il risultato finale è la creazione di memorie

Le emozioni sono pattern di attivazione nervosa che corrispondono allo stato del mondo interno.
Le emozioni sono basate su un ambiente fisico interno, il quale agisce come input per il cervello, proprio come le informazioni visive o acustiche sono input per il cervello dal mondo esterno.
In termini evolutivi, il cervello è principalmente un organo per l’omeostasi - un centro che raccoglie e collates feedbacks sullo stato del corpo e agisce per mentenere equilibrio nello stato interno.

 

21/07/2012 Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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