Regole di leadership:


Il cane non può salire su letti e divani
Il cane mangia per ultimo
Il cane passa per ultimo dalle porte
Il cane non riceve cibo durante i pasti

Chi mi conosce sa che i miei cani saltano addosso, dormono sui divani (Brick è qui vicino a me, sotto la trapunta che in teoria dovrebbe salvaguardare il piumone), mangiano prima di me, passano prima di me dalle porte, e a volte mangiano con me, nel senso che do bocconi del mio cibo ai miei cani. Mai fatto mistero. Kay Laurence anni fa mi regalò un cuscino con ricamata la testa di uno staffy e la scritta “Home of a very spoiled staffy” (casa di uno staffy molto viziato :-)).
Quando lo racconto, suscito due tipi di reazioni: sollievo, da parte di chi lo fa ma non osa ammetterlo per non sentirsi giudicare un pessimo proprietario, e irritazione, da parte di chi pensa che in qualità di persona esperta di cani dovrei dare buon esempio o almeno buone informazioni.

leadership cane proprietario


Sabato stavo giusto raccontando che non seguo le regole della leadership con i miei cani, e un allievo del corso di formazione per istruttori commenta “Perché tu puoi permettertelo, ma ai proprietari di cani noi dobbiamo dire di fare attenzione a non lasciare che il cane prenda il sopravvento”. Mi fermo e ci ragiono. Provo a spiegare. Le regole della leadership per me non funzionano perché sono meccaniche, non sono basate sulla conoscenza del cane, e delle dinamiche nella relazione. Anzi, seguendo le regole della leadership si corre il rischio di non dare più attenzione al reale comportamento del cane (”se faccio la cosa giusta, il cane sarà educato”), e non cogliere la struttura, gli elementi profondi e rilevanti della relazione, mascherati da quella che io chiamo l’estetica del comportamento. Per capirci, estetica è il cane che si siede per avere la ciotola di cibo, struttura è capire se il cane sta collaborando, comunicando con noi, se ha solo associato sedersi = cibo, o se addirittura usa il sedersi per pretendere il cibo (”mi sono seduto, adesso dammi il cibo”).
Anche se è successo parecchi anni fa, non dimentico un rottweiler di un anno e mezzo a cui i proprietari avevano imposto le regole, e che aveva in realtà il pieno controllo nella relazione. Il cane si era abituato a quelle regole, e i proprietari erano inconsistenti in tutti i comportamenti al di fuori di quegli specifici contesti. Di recente, la proprietaria di un australian di nove mesi, arrivata davanti al cancello del campo, inizia a impartire ordini al cane “seduto! Seduto! SEDUTO! SE-DU-TO!!”. Il cane dopo forse venti ripetizioni si siede, senza mai guardarla. Io e il cane ci chiediamo il senso di tutto questo.

leadership cucciolo educazione


Ma mentre spiego, mentre racconto, una vocina dentro di me mi dice “questa non è la spiegazione corretta”. Cerco di ascoltarla, e continuo a parlare. Spesso mi succede di trovare una motivazione logica a qualcosa che nella mia vita cinofila esiste a un livello unicamente pratico e privato, consapevole ma privo di spiegazione razionale. Alla fine di quel filo sottile di pensieri a un certo punto vedo una pallina gialla. Parlo e cerco una connessione logica tra quello che sto dicendo e quella pallina gialla. L’argomento di partenza è il gioco sociale (gioco con giocattoli tra cane e proprietario).
“Ad esempio nel gioco io insegno ai cani a condividere il giocattolo, invece di competere per averlo. Per questo motivo faccio i complimenti al cane quando prende il giocattolo, quando viene verso di me, ma la mia motivazione non è volere il giocattolo, non voglio il giocattolo. Come dico sempre ai proprietari, se ci tenete tanto a avere la pallina, compratevene una!”. Ridono, e continuo a seguire quel filo. Penso ai comportamenti allelomimetici (riprodurre il comportamento del gruppo sociale), penso a me seduta sul divano con i miei cani.

La vera spiegazione è lì, tra la pallina con filo e il divano davanti alla tv, ed è condividere. Io insegno ai cani e ai proprietari a condividere il giocattolo durante il gioco, invece di competere. Insegno ai miei cani a condividere lo spazio, lasciando che si siedano vicino a me in casa e fuori. Insegno ai miei cani a condividere il cibo, facendo complimenti e coccole a Puma (cucciola di tre mesi), quando viene a farmi vedere l’osso che ha trovato in giardino, e dando cibo a Brick quando entra in cucina durante la cena o si aggira sotto il tavolo al campo. Le regole della leadership si focalizzano sulla competizione, il controllo.
Competere significa vincere, o perdere il controllo di una risorsa. Ma se la nostra percezione delle risorse è la competizione, quello sarà lo schema con cui ci relazioneremo, e quella sarà l’esperienza del cane.  Nel condividere, il primo passo è non dare valore alla risorsa, ma alla relazione. Per me non è importante il divano, ma stare vicino al mio cane sul divano. Non è importante il cibo, ma condividere il cibo.

educazione del cucciolo


La condivisione è tale solo se anche il cane non da valore alla risorsa. Non posso condividere se il cane è in competizione contro di me per il possesso o il controllo della risorsa. Condividere non esclude il controllo, posso condividere alcune risorse, e controllarne altre. Oppure posso condividere una risorsa o controllarla. Posso mangiare vicino ai miei cani senza che provino a rubarmi il cibo dal piatto. Se decido di dargliene un pezzo, non ne pretendono altri. Arj può salire su un divano, e non sull’altro, Brick può andare dove vuole (Home of a second very spoiled staffy :-)). Il grado di libertà di un cane dipende dalle sue competenze, dalla sua capacità di esibire il comportamento adeguato. Brick non ha alcuna tendenza a competere e controllare, e dall’inizio abbiamo condiviso tutto. Con Arjuna è stato il risultato di un percorso, strada che abbiamo iniziato io e Puma un mese fa (Puma ha tre mesi).
Le relazioni sociali sono mutevoli, complesse, non si possono ridurre a poche regolette o a un unico schema. Ma meno valore diamo alle risorse, e più valore diamo alla relazione e al cane, più sarà alta la probabilità che il cane impari a condividere.

Le regole della condivisione


Non è importante il divano, ma condividere il riposo
E’ divertente giocare, non avere il giocattolo
Dare cibo al cane, è condividere il cibo
Il cibo non è uno strumento di controllo e di potere
Le risorse non servono per competere contro il cane
Il cane tende naturalmente o può imparare a condividere le risorse
Condividere è meglio di competere :-)

Testo Alexa Capra, 24 settembre 2012

Fotografie Daniele Robotti

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