Qualche anno fa, durante un seminario con un relatore straniero, un partecipante alza la mano e chiede: “Cos’è per lei, la motivazione”
Traduzione, faccia basita del relatore. Risposta. Faccia basita dell’interprete. “La motivazione è il cibo o la pallina!”.
Io mi sono sentita un po’ come se fossimo il terzomondo della cinofilia. Come se la risposta fosse rivolta a qualcuno che manca completamente di cultura cinofila (e, per questo motivo, rivolge domande naive ai relatori). Sorridiamo, e andiamo avanti. La pratica non sempre richiede risposte profonde...

Ma cos’è la motivazione, per un cane?

addestramento cane rinforzo positivo negativo


Prima di usare il clicker e il rinforzo positivo (quello vero, non il bravo e il boccone dato al cane se fa “la cosa giusta” sic), la motivazione che vedevo trasmettere ai cani era sostanzialmente la paura dell’errore. Non si è estinta con la diffusione di metodi non coercitiva, ma anzi, è ancora piuttosto diffusa. E’ sicuramente parte di noi, della nostra cultura, pensare che per fare bene qualcosa l’unica motivazione sicura sia la paura di non farlo, o di farlo male. Per almeno 15 anni mi sono sentita dire che senza un minimo di coercizione il rischio era che il cane non riportasse se quel giorno “non ne aveva voglia”.

Questo tipo di motivazione si sviluppa oggi in forme diverse e complesse


- L’evitamento. Tecnica scientifica che si basa sul cessare il dolore nel momento in cui il cane esibisce il comportamento. Il dolore non segue il comportamento sbagliato, ma precede il comportamento desiderato.
Comportamento = no dolore.

- La “punizione”. Che non è una punizione, ma una pura e semplice aggressione. Una punizione in senso scientifico riduce un comportamento, non lo aumenta. L’aggressione serve sostanzialmente per liberarsi della propria frustrazione, e per aumentare il livello di stress del cane. Un cane stressato reagisce più velocemente e ovviamente cercherà una via di uscita dal conflitto.
Comportamento = no aggressione sociale.

- Il conflitto sociale. Il conduttore dimostra di essere contrariato, il cane ristabilisce il contatto positivo attraverso il comportamento desiderato. Probabilmente la motivazione negativa più diffusa, anche tra chi usa metodi non coercitivi.
Comportamento = no conflitto sociale.

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La motivazione per fortuna del cane, può essere anche positiva: cibo, gioco, contatto sociale. Ma allora aveva ragione quel relatore straniero! Di nuovo, la realtà è più complessa di così. Con un cane all’inizio del percorso di apprendimento, il cibo è una ottima motivazione per impegnarsi. Il cibo funziona da tampone per lo stress dell’apprendimento (mentre non contrasta affatto lo stress ambientale e sociale). Il cibo da al cane informazioni su quali comportamenti hanno successo. Quando il cane acquista più sicurezza nell’apprendimento, il cibo non è l’unica motivazione, e non è la più importante. Per il cane diventa più importante avere successo, sentirsi sicuro, stare bene, e avere la nostra (sincera) approvazione. Per innescare queste motivazioni però è importante strutturare l’apprendimento in modo da rendere il comportamento appreso competitivo sullo stress, dare al cane il tempo di provare, di avere successo, di capire, di riprovare.
Un’altra motivazione importante nell’apprendimento è quello che potremmo chiamare “contagio emotivo”: se noi siamo felici, ci divertiamo, il cane sarà felice e si divertirà con noi. Non a caso gli esercizi meno amati dai conduttori sono anche quelli meno amati dai cani...

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La motivazione in negativo (esibire il comportamento per evitare conseguenze negative), blocca l’empatia, genera emozioni quali la frustrazione, l’insicurezza, la rabbia. Tutto questo traspare dagli atteggiamenti del conduttore, e ovviamente dallo stress del cane.
La motivazione in positivo (esibire il comportamento per ottenere qualcosa di piacevole - perché è piacevole il comportamento e il contesto), richiede da parte del conduttore notevole auto controllo emotivo. Se non riusciamo a essere felici, sicuri di noi stessi, positivi, pazienti, meglio saltare la sessione di apprendimento, meglio interrompere. Nel tempo si impara a guardare il mondo con gli occhi del cane, e a capire le sue difficoltà, ed è proprio questa crescita interiore che ci aiuta a rimanere felici, sicuri di noi stessi, positivi e pazienti. I cani possono, se lo vogliamo davvero, renderci persone migliori.

Testo Alexa Capra 24 gennaio 2013

Fotografie Daniele Robotti

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