L’empatia viene definita come la capacità di mettersi in relazione con le emozioni e le esperienze di un altro. Studi recenti hanno dimostrato le basi psicobiologiche dell’empatia, nel meccanismo dei neuroni specchio. La capacità di empatia si basa su una serie di meccanismi di risonanza interna, che permettono di ripetere mentalmente gli aspetti emozionali, percettivi e motori di un individuo che viene osservato.

L’empatia è uno strumento prezioso nel processo di conoscenza e di comprensione, ma è anche un meccanismo che sfugge al nostro controllo e alla nostra consapevolezza.

- Empatia e risonanza emotiva. Uno dei consigli che viene dato ai proprietari è: ignora il cane se ha paura. Io non ignoro il cane, e non ignoro il suo stato emotivo. Il problema non è l’attenzione, ma lo stato emotivo del proprietario. L’empatia può portare il proprietario a agire da “cassa di risonanza”: il proprietario inizia a percepire non solo gli stimoli che scatenano la reazione del cane, ma a provare ansia, insicurezza, se non proprio paura, alla vista di quegli stimoli. Questo amplifica la reazione del cane. Per aiutare il cane, dobbiamo sapere cosa proviamo, e metterci in una condizione che ci permette di sviluppare il nostro senso di confidenza, di sicurezza, di fiducia. A questo punto la nostra attenzione sintonizzerà il cane sul nostro stato emotivo, e non viceversa.


comunicazione uomo cane



- Empatia e etogramma. Dare un certo significato a un comportamento può influenzare la nostra percezione dello stato emotivo del cane. La postura eretta, testa alta e coda alta, viene interpretata come una dichiarazione di forza, di status elevato, di confidenza. Ma se vi dicessi che viene esibita anche da cani che hanno paura, che sono rigidi e spaventati e cercano di fronteggiare il pericolo, questo cambierebbe la vostra percezione del cane? L’etogramma può aiutarci a riconoscere i comportamenti, e a decodificare il loro significato rispetto al contesto.

- Empatia e meccanismi di auto difesa.  E’ difficile provare empatia per un cane aggressivo. Di fronte a un pericolo la nostra reazione è di auto difesa, le nostre emozioni ci preparano a combattere e sopravvivere. La paura e la rabbia sono una barriera all’empatia. Per questo motivo il cane aggressivo viene percepito come un nemico, non come un individuo in difficoltà. Può aiutarci ricordare quanto siamo stati male, quanto ci siamo sentiti vulnerabili, incapaci di controllare noi stessi e gli eventi, quando siamo stati aggressivi verso qualcuno. Da un punto di vista cognitivo, possiamo provare a pensare all’aggressività e la paura come due facce della stessa medaglia. Conoscere e controllare le nostre emozioni è fondamentale, per aiutare un cane aggressivo. Io mi chiedo “ho paura?” e “questo cane mi piace?”. Un cane mi piace se riesco a sentire il suo bisogno di aiuto, più della sua minaccia.

aggressività del cane



-Empatia e contesto. Gli studi di Adrian Ward, Daniel Wegner, Andrew Olsen, Università di Pennsylvania, pubblicati sulla rivista Psychological Science, hanno evidenziato come le persone attribuiscano minori capacità di emozioni e di soffrire a chi viene maltrattato. Il male sarebbe in un certo grado giustificato se la vittima non è in grado di rendersi conto di subirlo e di soffrire.

- A chi rivolgiamo la nostra empatia? In molte trasmissioni dedicate all’educazione e la riabilitazione dei cani, l’empatia è rivolta al proprietario, non al cane. Il proprietario esprime il proprio disagio, e le immagini mostrano il “cattivo” comportamento del cane. Ci mettiamo nei panni di un altro, ma l’altro non è il cane.


Bibliografia:
Capra, A., Ethogram of dog behaviour, 2010
Goleman, D. Emotional intelligence, RCS 1996
Le Doux, J., The emotional brain, Touchstone Editions, 1998
Rizzolatti, G. & Sinigaglia, C. So quel che fai, Raffaello Cortina Editore, 2006

 

12/09/2013 Testo Alexa Capra

 

Fotografie Daniele Robotti

 

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