segnali stress

I segni di stress del cane durante l’addestramento.

Utilità e difesa, Agility, Obedience, Freestyle... Addestrare i cani è divertente. O, almeno, gratificante. In realtà, qualunque sia la disciplina cinofila che vi appassiona, l’addestramento prevede alti e bassi per tutti. Cani compresi.
Uno degli aspetti che io trovo più sorprendenti è che ben pochi si chiedono come il cane vive l’esperienza dell’addestramento. Si da per scontato che al cane piaccia, che si diverta, che gli faccia bene. Se anche non dovesse piacergli... un cane non può scegliere.

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Empatia e coercizione

Il motivo di questo disinteresse in passato è stato (e purtroppo lo è ancora) l’uso di metodi coercitivi. La coercizione si basa sull’assenza di empatia. L’empatia è la capacità di immedesimarsi negli stati emotivi degli altri. Sentire la gioia, il piacere, l’entusiasmo di altri, così come il dolore, la paura, il disagio e lo stress.
L’uso della coercizione blocca ogni forma di empatia verso il cane. Si guarda ciò che si vuole vedere, e si ignorano gli stati emotivi del cane (soprattutto quelli negativi), concentrandosi solo sulle proprie aspettative e sui propri obiettivi.
Perché ho questa convinzione? Perché chi vuole e sa vedere i segnali di disagio, paura e stress non può scegliere di usare pressione o violenza sul cane, in nessuna forma. L’unica cosa che si vuole fare è cercare di aiutarlo, di farlo stare meglio.

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Motivazione e stress

Altro motivo dello scarso interesse verso i segnali di segnali di stress è l’addestramento in attività in cui il cane è fortemente motivato da qualcosa, in uno stato di forte attivazione emotiva (arousal). Un cane motivato o eccitato può apparire insensibile allo stress, fisico o sociale (quella che a volte viene definita “tempra attiva”). In queste condizioni l’uso di coercizione viene giustificato dalla scarsa sensibilità del cane, e dalla necessità di averne controllo. Gli effetti degli eventi stressanti diventano più evidenti quando il livello di adrenalina si abbassa, e il cane torna a uno stato di calma. Solo a questo punto si osservano i danni causati dallo stress (es. coercizione).

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Il Sistema Basato sulla Comunicazione e lo stress

Per poter osservare, leggere e capire i segnali di stress del cane, la prima condizione è che il cane sia libero di esibirli. Questo purtroppo spesso non succede.
Un esempio per tutti: state lavorando con il cane, e il cane si allontana da voi. Lo richiamate? Se allontanarsi da voi è un segnale di stress, richiamarlo è impedirgli di manifestarlo. I cani vengono spesso “corretti”, sgridati, puniti per segnali di stress, oppure si cerca di mascherare il sintomo aumentando la stimolazione (uso della voce, gioco, cibo, correre con il cane...).
Il nostro sistema di lavoro prevede che il cane sia libero di manifestare stress, e perché la presenza, la frequenza, la durata e l’intensità dei segnali di stress ci da una misura della qualità del lavoro, del rapporto e del benessere del cane.

Segnali di stress durante l’addestramento

Ricordate: condizione fondamentale per poterli osservare è che il cane sia libero di manifestarli!

- Il cane appare incapace di relazionarsi con gli stimoli presenti: ignora il cibo, le persone, altri cani...
- Ignorare il conduttore, rimanere lontano
- Inappetenza
- Attenzione eccessiva verso stimoli esterni (es. il cane sembra completamente assorto nella caccia di lucertole, attenzione eccessiva verso altri cani, auto...)
- Il cane punta, guarda o si avvicina alla via di fuga
- Scrollarsi, grattarsi
- Testa bassa, annusare a terra
- Andare a terra sdraiandosi su un fianco
- Abbaiare, mugolare (frustrazione, incapacità di capire cosa vuole il conduttore)
- Saltare addosso, arrampicarsi addosso, rimbalzare addosso
- Abbassare il cranio, il corpo
- Non riportare il giocattolo, non tornare se non chiamato, ritorni lenti
- Ansimare a bocca aperta, retrazione delle labbra (alcuni cani scoprono la punta dei canini superiori)
- Bocca chiusa, occhio tondo, orecchie appiattite sulla testa, sguardo ansioso, teso
- Errori di esecuzione negli esercizi
- Masticare il riportello

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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