modellamento shaping clicker

Il cono di Brick

Brick aveva circa 5 mesi, quando abbiamo provato la prima sessione di modellamento. Io avevo una scatola piena di bocconcini gustosi, un clicker, per terra c’era un cono. Ho preso una manciata di bocconi in mano, glieli ho fatti vedere e ho aspettato. Brick ha provato a allungare il muso, a usare delicatamente i denti, a usare le zampe.
Mi ha guardata, e ha cominciato a dare segni di stress: ma non funziona proprio niente per avere questi bocconcini? Ha girato la testa: click e boccone. Poi ha fatto un passo indietro: click e boccone. Poi ha provato di nuovo a prendere il cibo dalla mano, si è allontanata, è tornata, ha provato a prendere il cibo dalla mano, ha girato la testa verso il cono: click e boccone.
A fine sessione di lavoro, durata alcuni minuti, aveva capito che il modo per avere il cibo era allungare il muso verso il cono.

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Cos’è il modellamento

Quella che ho descritto è una tipica sessione di modellamento, shaping in inglese. Il cane deve scoprire per tentativi ed errori qual è il comportamento che funziona, che gli permette di ottenere ciò che gli piace. Si chiama shaping perché attraverso piccole variazioni del comportamento si da forma, si modella il comportamento gradito.

Immaginate uno scultore e un cubo di creta. Se fate foto successive del suo lavoro, potrete vedere i passaggi verso la scultura finale. Nel modellamento le vostre informazioni cambiano il comportamento del cane, e lo indirizzano verso il risultato gradito. Non potete aiutarvi usando il cibo, facendo movimenti o toccando il cane, potete solo dare buone informazioni: fare click al momento giusto, dare il boccone in un punto ideale per aiutare il cane a ricominciare e continuare il gioco. Il modellamento riguarda spesso l’interazione con oggetti, ma si possono insegnare anche movimenti e abilità mentali (es. il mark).

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A cosa serve?

La risposta classica a questa domanda è: a insegnare al cane dei comportamenti e degli esercizi. Il modellamento può sembrare difficile, e a volte lo è davvero, ma è un procedimento estremamente efficace nell’insegnare, perché il cane fissa in pochissimo tempo il risultato.
Io insegno diverse abilità in shaping: superare un ostacolo, e in genere tutti gli ostacoli dell’agility, i target, mettere un oggetto nel cesto... In realtà però uso lo shaping per ben altri obbiettivi.

La sessione di lavoro con Brick che vi ho descritto è stata probabilmente la più importante di tutte. Brick ha imparato che per ottenere ciò che vuole la strategia che funziona non è cercare di prendere, ma cercare di ottenere. Ha imparato che il comportamento che funziona può non essere direttamente collegato al cibo. Ha imparato che provare funziona, che sbagliare non ha conseguenze negative, che può smettere se vuole, ma che continuare è più vantaggioso. Ha imparato che può avere un ruolo attivo nel processo di apprendimento: quando un comportamento funziona, ripeterlo mi fa cliccare!

Ha imparato a fidarsi di me, e delle mie informazioni. Tutto questo ha permesso di gettare le basi di tutto il lavoro successivo, di aumentare la sua sicurezza, la sua autostima e il suo divertimento.

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Lo shaping insegna al cane:

- che il comportamento non è direttamente collegato al rinforzo
- a ottenere, non a prendere
- ad avere iniziativa
- a non temere il contatto con oggetti
- a avere più controllo e sicurezza sull’ambiente fisico e sociale
- aumentare l’autostima
- collaborare per raggiungere un risultato
- mantenere concentrazione
- persistere
- seguire le indicazioni del proprietario
- dare attenzione

Le regole del modellamento

Lavorare in modellamento richiede una estrema concentrazione, tempismo, sensibilità e capacità di scegliere i criteri (i comportamenti da cliccare o da non cliccare). La strategia seguita è diversa a seconda degli obbiettivi (risultato verso abilità mentali ed emotive del cane), e del cane.
Un cane senza nessuna esperienza reagisce in modo diverso da un cane che ha già imparato le regole del gioco: in questo caso basteranno pochissimo click per cambiare il suo comportamento!

Io tendo a visualizzare le prime sessioni di shaping come un imbuto: inizialmente pagate (click e boccone) per un numero piuttosto elevato di comportamenti, perché la prima informazione utile al cane è “provaci ancora, Sam!”, quindi eliminate i comportamenti più lontani dal vostro obbiettivo finale, fino ad arrivare a un unico criterio.
Negli shaping iniziali, non scelgo quale sarà il comportamento finale, ma mi lascio guidare dal cane, perché il mio obbiettivo è insegnargli a provare, persistere, e cercare di ottenere e non prendere.
Con cani più esperti, se la strada scelta non porta al risultato voluto, cambio strada! E’ sicuramente utile filmare, e ragionare sulle informazioni che avete dato, volontarie e involontarie. Mantenete sempre un atteggiamento positivo, quando il cane vi guarda, fategli i complimenti, dategli supporto emotivo e rendete il tutto piacevole e vincente per il cane!

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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