freestyle husky

La mia prima esperienza con il mondo dell’addestramento è stata sentirmi dire “senza un collare a strangolo non puoi addestrare il cane”. Pochi anni dopo ho deciso di seguire la mia strada, e ho iniziato a promuovere corsi basati sul Metodo Gentile. La scelta di una definizione del nostro approccio all’addestramento non è stata facile, perché “gentile” poteva essere associato a incapacità di controllare un cane dal carattere determinato, o problematico (tant’è che per anni mi sono sentita dire che il metodo funzionava bene solo con i cuccioli...).
L’alternativa era “Metodo Naturale”, ma in questo caso più che un rischio c’era la certezza di sentirsi dire che le punizioni sono naturali (sic). Ricordo ancora oggi il momento in cui ci siamo detti “...noi siamo gentili con i cani”. Negli anni la definizione è stata adottata (e abusata) un po’ da tutti, ma il motivo per cui ho scelto di cambiarla è un altro, più profondo e importante.

L’evoluzione del Metodo Gentile: lo stimolo

Il primo tentativo di educare e addestrare i cani senza coercizione e senza l’uso di strumenti e tecniche basate sulla forza e l’intimidazione è stato usare cibo e gioco. Al cane veniva insegnata la condotta tenendo un boccone in mano, l’invio posizionando una pallina a fondo campo, il seduto muovendo un bocconcino in mano verso l’alto... Metodo molto intuitivo ma piuttosto inefficace, a meno di non uscire sempre di casa con le tasche piene di cibo e la speranza che il cane preferisca il boccone al gatto del vicino.
Credo che questo metodo sia ancora utilizzato in molti centri, proprio perché è piuttosto semplice da capire e da applicare. Oltre a non essere molto efficace, secondo me questo metodo ha un effetto collaterale particolarmente negativo: insegna al proprietario a “comprare” il comportamento del cane offrendogli qualcosa di gradito. Non solo gradito: qualcosa di meglio di quanto offre l’ambiente esterno. E’ il principio dello scambio: per avere la pallina ti do del cibo (o un giocattolo migliore). E se per il cane il baratto non è vantaggioso? Altro problema del Metodo Gentile è che focalizza comunque l’attenzione sul risultato: si vuole ottenere il comportamento gradito, e tutte le informazioni vanno in quella direzione.

clicker training labrador

Dal Metodo Gentile al Clicker Training

Il secondo passo è stato l’introduzione del clicker, e quindi l’uso ragionato dei principi di apprendimento. Prima il cane esibisce il comportamento gradito, click e quindi ottiene il boccone. Rispetto al metodo precedente, l’introduzione del clicker offre diversi vantaggi. Il primo non è sul cane, ma sul proprietario: lo aiuta a focalizzarsi sul comportamento positivo del cane. Il secondo è che stacca il comportamento dal rinforzo, in pratica non avete bisogno di muovere la mano con il boccone per far sedere il cane, vi basta aspettare, non appena si siede, click e boccone. Il bello, e il problematico, del clicker training è che in realtà è molto più complicato di così.
I cani hanno capacità di osservazione e di apprendimento molto più acute di quanto normalmente si creda nei campi di addestramento, e proprio il clicker ci ha aiutati a capire quanto più raffinato, efficace e complesso possa essere il processo di insegnamento. Posto che chi lo usa abbia le competenze necessarie... Rispetto al metodo gentile, il Clicker Training sposta l’attenzione sul procedimento (stimolo, rinforzo, modellamento, condizionamento classico...).

Dal Clicker Training al Sistema Basato sulla Comunicazione

Il tassello mancante è capire l’importanza della comunicazione sociale durante l’insegnamento, ma non solo. E’ altrettanto importante, e forse lo è ancora di più, spostare l’attenzione dal risultato e dal procedimento al cane come individuo: ai suoi stati emotivi. Non è cosa il cane fa, non è come il cane impara a fare qualcosa, è come il cane si sente, cosa prova, quali competenze acquisisce dal processo di apprendimento.
E’ questa l’ultima frontiera nell’addestramento del cane: migliorare il suo benessere, fornirgli strumenti mentali, emotivi, sociali e fisici per relazionarsi meglio con l’ambiente fisico e sociale. Scegliere una diversa definizione per l’attività che svolgiamo è quindi stata una scelta legata a una crescita personale e professionale nell’approccio non solo all’addestramento, ma in generale alla vita e al rapporto con questi straordinari compagni di viaggio.


clicker pastore tedesco

Un esercizio, tre metodi, tre obiettivi

Per farvi capire che non si tratta di parole, ma di lavoro reale con il cane, userò come esempio un esercizio semplice, che ho introdotto molti anni fa nell’educazione e l’addestramento del cane: il target mano. Il cane tocca con il naso il palmo di una mano aperta. Questo esercizio è utile nel richiamo, nel riporto, nella condotta...
Metodo Gentile.
Incastrate un bocconcino alla base delle dita anulare e medio, il cane sentirà l’odore e si avvicinerà a prendere il boccone. Ripetete alcune volte, quindi proponete la mano aperta senza boccone. Il cane, aspettandosi il boccone, avvicinerà il naso, dite “bravo!” e dategli un boccone. L’obiettivo è che il cane tocchi la mano con il naso, il procedimento è stimolo (il boccone induce il comportamento) e rinforzo (il cane esibisce il comportamento, quindi ottiene il boccone).
Clicker training.
Preparate una scorta di bocconi, tenete il clicker in una mano e presentate al cane l’altra mano aperta, a altezza muso. Quando il cane gira la testa verso la mano, click e boccone. Quando allunga il muso verso la mano, click e boccone. Quando sfiora la mano, click e boccone. Quando tocca la mano con gentilezza ma decisione, click e boccone. L’obiettivo è che il cane impari ad associare il comportamento, toccare il palmo della mano con il naso, al rinforzo, il boccone. Il procedimento è modellamento (progressive approssimazioni del comportamento finale). L’obiettivo anche è che il proprietario impari a modellare un comportamento semplice.

addestramento cane comunicazione
labrador educazione

Sistema Basato sulla Comunicazione.
Tenete del cibo e il clicker in una mano chiusa a pugno, e l’altra mano aperta, le due mani ferme, a altezza naso del cane, distanti circa 40 cm una dall’altra. Lasciate che il cane provi a prendere il cibo che avete nel pugno, senza inibirlo e senza spostare la mano. A un certo punto rinuncerà a provare, vi guarderà, proporrà dei comportamenti, si sdraierà a terra (comportamento di rinuncia), o se ne andrà (elevato livello di stress).
Non fate niente. Se gira la testa o allunga il muso verso la mano vuota, potete fare click e dare un boccone, ma non appena tocca la mano vuota, non potete più abbassare i criteri (da quel momento quindi l’unico comportamento che cliccate è toccare la mano vuota con il naso). Dal momento in cui il cane riceve l’informazione (quale comportamento funziona), è libero di scegliere. Può provare a prendere il cibo, può esprimere frustrazione, può rinunciare, può andarsene e stare lontano per minuti. Quando esibisce il comportamento, click e boccone.
L’obiettivo di questo esercizio NON è insegnare al cane a toccare la mano con il naso. Questo è solo il comportamento che vi permette di misurare il livello di stress e le competenze del vostro cane. Gli obiettivi sono insegnare al cane a ottenere invece di prendere ciò che vuole, ascoltare le vostre informazioni, essere libero di esprimere i propri stati emotivi, avere il tempo di scegliere cosa fare, sopportare l’assenza di un successo immediato, ragionare e concentrarsi, e persistere.
E’ uno dei diversi esercizi che sviluppano le competenze emotive (sopportazione alla frustrazione e lo stress), le competenze mentali (concentrarsi su specifici stimoli, capacità di associazione, memoria...), le competenze sociali (comunicazione, collaborazione, fiducia), l’auto stima e in generale il benessere del cane. L’obiettivo è dare al cane degli strumenti, delle competenze, e migliorare il suo benessere. Il procedimento è la comunicazione e la scelta.

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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