cucciolo goldenDa diversi anni mi occupo di problemi legati all’aggressività. Nel progetto Enpa “Ex-combattenti” valutiamo i cani in prospettiva di una loro riabilitazione e successiva adozione. Uno degli aspetti valutati nei test sono proprio i comportamenti aggressivi. Al  Centro Gentle Team valutiamo invece cani di famiglia, con problemi più o meno gravi di aggressività. Valutare sia cani di canile, sia cani di famiglia, mi ha dato la possibilità di valutare l’importanza del rapporto tra cane e proprietario sia nell’insorgere, sia nel prevenire comportamenti aggressivi inappropriati. 

Una scelta inadeguata

Io sono contraria alle leggi sui “cani pericolosi”, al divieto di allevare o vivere con cani di una certa razza. Cani molto impegnativi possono essere gestiti correttamente, e non rappresentare un pericolo per nessuno. Il problema è piuttosto scegliere un cane senza avere gli strumenti per riconoscere la responsabilità e l’impegno richiesti.
Negli ultimi anni ho visto troppo spesso cani con caratteristiche comportamentali tipiche della razza il cui unico problema era l’abbinamento con quel proprietario. Il problema può essere la personalità del proprietario, non tutti i cani sono peace and love, il rapporto, la gestione e lo stile di vita. In linea generale i rischi aumentano se il cane ha una taglia superiore ai 20 kg, è maschio, ed è selezionato per attività di guardia del gregge, difesa, caccia con attacco della preda. Il rischio per le persone, perché per il cane il rischio di una vita infelice, di essere punito, sedato, lasciato in un canile o soppresso non conosce limiti.
Alcuni mesi fa abbiamo valutato un cucciolone di maremmano-abruzzese. Il proprietario al telefono mi dice di essere preoccupato, e mi chiede se la razza è adatta ai bambini. Nella valutazione il cane esibisce un certo grado di aggressività, del tutto compatibile con le caratteristiche tipiche di un cane da guardia del gregge (molto legato alle persone familiari, diffidente verso gli estranei), e con l’assenza di rapporto con il proprietario. La nostra valutazione è stata esattamente questa: cane “normale”, rapporto problematico.

mordere husky

Personalità e prevenzione

Una volta scelto il cane, non si torna indietro. Il compito di un proprietario, dal momento in cui il cucciolo entra in casa, è capire chi è quel cane. Qual è la sua personalità, cosa gli piace e cosa lo mette in difficoltà. Già a due mesi è possibile osservare e capire molto della personalità di un cane, soprattutto se la valutazione viene fatta da un esperto.
Io ho da poco adottato un cucciolo di border. Ho stupito non poche persone dichiarando che il cucciolo è aggressivo. “Ma ha solo tre mesi!”. “Ma è il tuo cucciolo!”. Riconoscere le caratteristiche di un cane non significa giudicarlo, volergli meno bene, togliergli qualcosa. Anzi. E a tre mesi è già ben visibile il suo - pessimo - approccio con gli altri cani. Averlo riconosciuto così presto mi da la possibilità di lavorarci quando ancora ne ho il tempo e la possibilità. Dopo un mese di lavoro il cucciolo ha migliorato tanto la sua capacità di relazionarsi con gli altri cani, anche se c’è ancora tanta strada da fare. 

border colie cucciolo aggressività

Proprietari assenti

Martedì sera Giusy mi chiama e mi dice che c’è una persona che vuole parlarmi. Esco dal capannone e vado verso cagnolina e proprietaria. La cucciolona fantasia mi viene contro abbaiando, labbra spinte in avanti, sguardo duro e fisso. E’ di taglia medio-piccola, ha solo sette mesi, ma il suo comportamento è aggressivo e offensivo. Mi fermo, esita, prova a aumentare la minaccia, quando vede che non mi muovo, rinuncia e prova con una diversa strategia. In pochi minuti siamo quasi amiche.
In tutto questo, dov’era la proprietaria? Cosa stava facendo? Soprattutto, quali informazioni stava dando alla cagnina? Molto spesso quando dobbiamo valutare o relazionarci con cani aggressivi è evidente l’assenza del proprietario, che non sa cosa fare e non fa niente per guidare e aiutare il cane.
minaccia cane pericoloso

Punizioni

Quando il nostro cane esibisce comportamenti aggressivi, e proviamo la sensazione di non averne più il controllo, le scelte sono due: evitare le situazioni a rischio e sgridare il cane. Nessuna delle due aiuta il cane, ma di certo la seconda è quella che fa più danni. Punire il cane non ha nessun senso se non siete in grado di capire le CAUSE del problema, se voi e il cane non avete gli strumenti per fare di meglio in quella situazione. La punizione non solo può rovinare la fiducia del vostro cane in voi, ma può aumentare notevolmente i livelli di aggressione.
Nella mia esperienza cani che sono stati puniti severamente dal proprietario, e non osano reagire, tenderanno a scaricare lo stress verso altri cani, altre persone o con comportamenti di intensa predazione. Durante la valutazione di un giovane cane corso, il cane reagisce all’avvicinamento di Ivan cercando di attaccarlo. Improvvisamente il cane cambia completamente atteggiamento, e assume posture e espressioni di paura, evita ogni contatto visivo con il proprietario, ma tocca più volte le sue mani con il muso.
Averlo punito non solo non ha cambiato il suo atteggiamento verso gli estranei, ma ha anche creato una grave frattura nel rapporto con il proprietario. Se quel cane dovesse attaccare qualcuno che avvicina o anche solo muove le mani, si parlerà di “aggressione immotivata” e “senza segnali di preavviso”?