Passeggiata di fine sessione di lavoro.
I cani improvvisamente si lanciano in una folle corsa, davanti a loro si intravede il codino di una minilepre che salta nell’erba alta. La mia allieva si blocca preoccupata, e sta per richiamare il cane, quando mi giro verso di lei e le dico “non parlare e continua a camminare”. Mi segue, un po’ riluttante...
I cani continuano a correre per un centinaio di metri, quindi rallentano, si fermano e si voltano verso di noi. Non appena ci hanno individuate, corrono verso di noi, con una espressione decisamente felice. Nel momento in cui ho detto a Barbara di non richiamare Sean, il suo border collie, ho agito di impulso, ma è il momento delle spiegazioni.
Ok, ha funzionato, ma perché non richiamarlo? Non è pericoloso? Il nostro centro si trova in una vasta zona agricola, lontano da strade trafficate. Se la situazione fosse stata diversa, avrei richiamato anche i miei cani. Quella situazione però è ideale per insegnare al cane che anche la caccia è un evento sociale.
labrador retriever

Tanto tempo fa, un cacciatore...

Probabilmente in qualche libro sui cani avete letto la favola del cacciatore che trova la tana dei lupi, e decide di riportare i cuccioli al villaggio. I lupetti crescono, e iniziano a andare a caccia insieme agli uomini, dimostrandosi ottimi ausiliari in questa attività. Lupi e uomini predatori, uniti dal comune obiettivo di trovare e uccidere prede per cibarsene.
Anche se su questa versione della storia esistono più dubbi che certezze, i cani sono sicuramente i discendenti di formidabili cacciatori. Anche noi, ma dobbiamo essercelo dimenticato da un po’. Di sicuro ce lo dimentichiamo quando abbiamo un cane “da famiglia”.
Qualunque comportamento di predazione, che non sia inseguire una pallina, scatena fremiti di terrore nel proprietario: “mi perdo il cane”, “uccide la minilepre e scopre il gusto del sangue”, “non potrò mai più lasciarlo libero senza correre rischi”, “non ne ho più nessun controllo”.
pastore belga malines

Il miglior predatore sceglie cosa cacciare

Il motivo per cui stare zitti e continuare a camminare (quindi non fermarsi e guardare il cane che si allontana al galoppo) funziona, è che al momento dello scovo per il cane la preda rappresenta una risorsa di grande valore. E’ un predatore!
Allontanarsi da noi però significa rischiare di perdere il gruppo, e questo è un costo. All’aumentare della distanza, i termini dell’equazione cambiano: il costo della perdita del gruppo diventa più alto del riuscire a catturare la preda. Anche perché, diciamocelo, sono pochini i cani che hanno qualche speranza di riuscirci...
Ovviamente, tanto meno è importante il gruppo, e tanto più è importante la caccia, tanto minori saranno le probabilità che il cane scelga di rinunciare e torni da voi. La questione però si può vedere e si può impostare anche in altri termini. All’interno di un gruppo di predatori sociali, la scelta di quando e cosa cacciare spetta ai leader. Sono i più esperti, i migliori. Se riusciamo a assumere questo ruolo per il nostro cane, sarà molto più facile riuscire ad avere la sua attenzione anche in presenza di una preda. Come fare?
border collie freesbee

Giochi con la pallina

Il primo passo per diventare un cacciatore leader è imparare a giocare con la pallina. Lo so, siete convinti di non aver bisogno di imparare niente. Il vostro cane la va a prendere, e ogni tanto la riporta pure. Se ha voglia di giocare, la sputa persino. Ma voi, siete i leader del gruppo? E, soprattutto, state giocando nella stessa squadra?

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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