Ogni volta che si parla di addestramento, spunta il fatidico elenco delle razze con una maggiore o minore intelligenza “ubbiditiva”.
Razze con straordinarie doti nell’addestramento nell’obbedienza (barbone, border collie, pastore tedesco), e razze che non hanno nessuna possibilità di imparare qualcosa di più impegnativo di un seduto.
La domanda è: ma chi l’ha detto?
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Addestramento e agonismo

La risposta è: lo dicono i risultati delle gare di obbedienza. Basta guardare l’elenco dei partecipanti ai campionati del mondo per rendersi conto che la maggioranza dei cani appartiene a un ristretto gruppo di razze: pastore tedesco, pastore belga malinois, border collie.
Se il vostro obiettivo è gareggiare in prove di obbedienza a alto livello, prima o poi dovrete confrontarvi con le attitudini selezionate in queste razze. Ma anche se non riuscirete mai a correre i 100 metri in 9’68”, questo non vi impedisce di correre, e neppure di ottenere discreti risultati nella corsa.
Come potete conoscere i vostri limiti, se neppure ci provate?
agility laika

Razze difficili da addestrare

Molti proprietari, e persino molti allevatori, sono convinti che non valga la pena impegnarsi nell’addestramento perché il cane appartiene a una razza che “non può essere addestrata”. I terrier e i bassotti sono testardi, i segugi troppo interessati agli odori, i nordici troppo indipendenti, i molossoidi non ne hanno bisogno e comunque soffrono il caldo, i primitivi si annoiano.
Tutti i cani però possono imparare, se usate metodi basati sulla comunicazione, la scelta e il rinforzo positivo. Il limite dell’allievo dipende anche dai nostri limiti come insegnanti. Anche se non è destino che diventiate  campioni del mondo, l’addestramento può creare un rapporto molto intenso, aiutarvi a conoscervi, a comunicare in modo più efficace, a divertirvi insieme e sviluppare le competenze emotive, mentali, fisiche e sociali del cane.
clicker training

Cani che non imparano

Che cosa influenza realmente le capacità di apprendimento di un cane?
Il primo fattore che può influire negativamente è lo stress. Un cane stressato non mangia, non gioca, non si relaziona con l’ambiente fisico e sociale. Se il cane è stressato, la priorità non sarà addestrarlo, ma aiutarlo a stare meglio. Un altro fattore sono le attitudini e le abilità del cane, la sua personalità e le sue esperienze.

All’ultimo corso per istruttori abbiamo avuto la fortuna di conoscere un simpaticissimo basset hound. Harlock (nelle foto) non aveva nessuna esperienza precedente di addestramento, e al primo incontro era insicuro e poco propositivo. E’ bastata una minima esperienza per trasformarlo in un allievo concentrato, attento a ogni informazione, recettivo. Un altro fattore fondamentale è il rapporto con il compagno umano.
Per qualunque cane il rapporto sociale è più importante di un bocconcino o di una pallina. Se il cane percepisce delle tensioni, la sua attenzione si sposterà dall’apprendimento al rapporto. Se la motivazione non è alta, o non è alta la capacità di sopportare lo stress, il cane rinuncerà al compito che gli abbiamo assegnato. Ma questo non è essere cattivi allievi, è avere cattivi insegnanti...

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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